Visita alla base militare di Ghedi

Lunedì 21 Ottobre 2019 la nostra associazione ha avuto il piacere di poter visitare l’aeroporto di Ghedi (BS) intitolato alla memoria del tenente pilota Alfredo Fusco, base del 6° Stormo dell’Aeronautica Militare.

Dopo essere stati accolti dal personale (e da un meteo inizialmente molto piovoso che però ha pian piano lasciato spazio fortunatamente al sole) e dopo aver espletato le formalità di accesso alla base, siamo stati condotti alla sala briefing.

Qua ci sono state illustrate, con due filmati, le caratteristiche e la storia dell’Aeroporto, gli scopi e l’importanza per la nostra nazione di avere un’Aeronautica Militare efficiente.

 

Il 6° Stormo viene costituito a Campoformido il 15 Gennaio 1936 con aliquote di personale provenienti dal 1°, 2°, 3°, 4° e 5° Stormo, quasi a rappresentare tutta la tradizione della Caccia Italiana di allora. Lo Stormo trasferitosi nel frattempo sull’Aeroporto di Ravenna ha in linea i velivoli CR.32, CR.42 e i G.50. Trasferitosi poi nell’Agosto del 1939 dall’Aeroporto di Ravenna a quello di Dire Daua prende la denominazione di 410^ Squadriglia Autonoma C.T. ma mantiene come stemma il Diavolo ghignante con una curiosa e quanto mai appropriata variante: l’aggiunta del casco coloniale. L’insegna del Diavolo Rosso riapparirà ancora nel periodo 1944-1945 come emblema del 2° Gruppo – 2^ Squadriglia Caccia dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana equipaggiata con ME-109 G e FIAT G55.

Il 6° Stormo, sciolto durante la guerra, viene finalmente ricostituito a Treviso il 1° gennaio 1951 con i velivoli P-51 del 155° Gruppo, distaccato dal 51° Stormo. Nello stesso anno lo Stormo si trasferisce sull’Aeroporto di Ghedi che diviene la sede permanente del reparto. Il 1952 vede l’arrivo del 154° Gruppo e, nell’anno successivo, quello del 156°. Con l’arrivo del 3° Gruppo lo Stormo diventa 6^ Aerobrigata, sui nuovi jet DH. 100 “Vampire” ed F-84G. Tra il 1956 ed il 1964 l’Aerobrigata viene in un primo momento equipaggiata con gli F-84F e poi dotata dei primi F-104G.

A partire dal 1963 a seguito della ristrutturazione della Forza Armata la 6° Aerobrigata riprende la denominazione di 6° Stormo.

 

Nel 1982 lo Stormo riceve il primo Tornado che viene assegnato al 154° Gruppo. Nel corso del 1993 il 102° Gruppo entra a far parte del 6° Stormo proveniente dal 5° Stormo di Rimini divenendo a partire dal 1999 il Gruppo di Conversione Operativa su velivolo Tornado. A luglio del 2008 anche il 156° Gruppo di Gioia del Colle ritorna, dopo 42 anni, alle dipendenze del 6° Stormo dove resta fino al 14 Settembre 2016, data storica che vede sia la messa in posizione quadro del 156° Gruppo che la contestuale rassegnazione del 155° Gruppo. In questo modo tutta la flotta Tornado viene riunita sotto le insegne del 6° Stormo per una migliore gestione costo efficace e al fine del mantenimento delle capacità operative specifiche.

Il 6° Stormo è stato impegnato tra il 1990 ed il 1991 nella 1^ Guerra del Golfo operando dal distaccamento italiano “Locusta” presso Al Dhafra (UAE), quale contributo italiano alla liberazione del Kuwait invaso dall’Iraq.

 

Negli anni successivi ha partecipato con i suoi velivoli in diverse operazioni di pace nella Ex Jugoslavia 1995 e in Kosovo nel 1999 e ha altresì operato con missioni di ricognizione e di supporto alla Protezione Civile in diverse calamità naturali . Inoltre ha attivamente collaborato con la Corte di Giustizia Internazionale per l’individuazione delle fosse comuni nell’area dei Balcani.
Dal Novembre 2008 al Novembre 2009 i velivoli Tornado hanno partecipato alle operazioni dell’ISAF in Afghanistan e dal Marzo del 2011 al rischieramento degli assetti aerei in Sicilia per l’operazione Odyssey Dawn prima e Unified Protector dopo, portate avanti dai Paesi NATO in accordo alle risoluzione 1970 e 1973 del Consiglio delle Nazioni Unite.
A seguito dell’espansione in Iraq ed in Syria dell’ ISIL (Islam State of Iraq and the Levant), l’Italia ha aderito alla “Coalition of Willing (COW)” a guida USA con lo scopo di combattere la minaccia terroristica. L’Italia ha contribuito alla missione “Prima Parthica” con 4 velivoli Tornado del 6° Stormo con compiti ISR  nell’ambito dell’operazione Inherent Resolve dal novembre 2014 fino a giugno 2016.
Lo stemma dei “Diavoli rossi” nasce dalla fantasia di un caricaturista milanese Giuseppe Zanini (Nino Za), che, trovandosi a Campoformido nei giorni successivi alla nascita del 6° per salutare alcuni amici piloti, su richiesta degli stessi, propose lo stemma che poi è diventato il simbolo del Reparto. Il motto “ghignando sulla preda mi scaglio “, aggiunto in seguito, accompagna i “Diavoli Rossi” sin da quel lontano 1936.

Al termine del briefing siamo stati accompagnati a bordo pista per assistere al decollo di cinque Tornado, 4 in versione IDS ed 1 in versione ECR.

 

 

La storia del Tornado inizia ai primi anni ’60 quando, nel pieno della guerra fredda, alcune nazioni della NATO avviarono studi e progettazioni per un velivolo da combattimento con capacità multi ruolo. Italia, Germania e Gran Bretagna decisero di formare un’apposita società, la Panavia Aircraft costituita il 26 marzo 1969 a Monaco di Baviera con lo scopo di assicurare la progettazione e lo sviluppo del nuovo sistema d’arma. Il programma prese il nome di MRCA (Multi Role Combact Aircraft) per la realizzazione di un velivolo biposto e bireattore dotato di comandi di volo tipo “fly by wire” con ali a geometria variabile capace di velocità supersonica (Mach 1,2) anche a bassissima quota assistito da un radar TFR per seguire il profilo del terreno sorvolato. Il primo volo avvenne a Manchin il 14 agosto 1974 e il primo Tornado di serie per l’A.M. volò a Torino Caselle il 25 settembre 1981. Il primo reparto a ricevere il nuovo velivolo (MM 7033) il 17 maggio 1982 fu il 1° RMV di base a Cameri (NO). In seguito, il 27 agosto 1982 fu consegnato al 154° Gruppo “Diavoli Rossi” del 6° Stormo di Ghedi e due anni dopo, il 18 giugno 1984, al 156° Gruppo “Linci” del 36° Stormo di Gioia del Colle. L’armamento standard da attacco era inizialmente composto da bombe a caduta libera MK 82/83 e frenato MK 80, sistema a saturazione d’area MW-1 e missili antinave Kormoran.

L’A.M.I. modificò, tra il 1992 ed il 1994, alcuni velivoli per la versione ECR (Electronic Combat Reconnaissance) per missioni SEAD (Suppression Enemy Air Defense) con missili antiradar HARM assegnati alle “Pantere Nere” del 50° Stormo di Piacenza prendendo così la denominazione del 155° gruppo ETS. La versione base fu poi implementata grazie all’introduzione del pod designatore laser C.I.D.P. per armamento di precisione Paveway II-GBU16. Il primo MLU (Nid Life Update) 1° Upgrade venne consegnato all’A.M.I. nel luglio 2003, mentre il Full Basic MLU Ret.7 a dicembre 2010. L’applicazione dell’ultimo aggiornamento Full MLU, dal febbraio 2011 all’agosto 2013, ha portato il Tornado alla versione RET (le modifiche hanno interessato il cockpit, aggiornato con nuovi schermi MFD e nuovi comandi HOTAS, Data Links MIDS, compatibilità con visori notturni NVG, aggiornamento ai sistemi di autodifesa con nuovo BOZ 102 EC e nuovo sistema NGIFF, nuovi apparati di radionavigazione, MLS, ILS e calcolatori ai missione e attacco). Per le comunicazioni sicure il nuovo sistema digitale Have Quick I/II Secur Voise. Implementazione importante è altresì l’impiego del missile Storm Shadow e bombe GBU-32 JDAM a guida GPS ed a guida Laser/GPS pavesa III, GBU24/EGBU24. Nel 2008 venne acquisito il pod fotografico digitale da ricognizione Rafael “Recce Lite” e nel 2014 il più moderno sistema di acquisizione bersagli “LITENING III”.

 

Oltre a due cannoni Mauser calibro 27mm (solo versione IDS), con 180 colpi ciascuno e due missili A/A Sidewinder AIM )-L, il Tornado ha tre punti di aggancio in fusoliera e quattro punti sub-alari per un carico bellico massimo di circa 9000Kg.

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GBU-16 Paveway II, a guida laser, corpo bomba MK-83;

GBU-24/EGBU 24 Paveway III a guida laser/laser-GPS, corpo bomba MK-84 o BLU 109;

GBU-32JDAM;

LIZARD (Opher II+) a guida laser, corpo bomba MK-82;

Missile aria-superficie MBDAAST-1236 “Storm Shadow”;

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AGM-88B “HARM”/AGM-88E AARGM (Versione ECR).

Dopo aver ammirato i decolli ed aver scattato alcune foto ad un Sikorsky UH-60 BlackHawk dell’esercito americano presente in base siamo stati accompagnati in una tensostruttura dove stazionano un Tornado, uno spaccato di un motore del Tornado, alcuni missili (il tutto a disposizione per le visite guidate) ed abbiamo provato l’emozione unica di potersi sedere ai comandi e scattare delle indimenticabili foto ricordo. Ci è stato inoltre spiegato con dovizia di particolari il funzionamento del motore e delle varie parti che compongono il velivolo.

 

Abbiamo infine avuto l’opportunità di fotografare alcune bellezze in esposizione all’interno della base (2 F104 Starfighter ed 1 Republic F-84F Thunderstreak) e siamo quindi stati condotti in mensa per il pranzo dopo il quale abbiamo anche ricevuto in dono una splendida stampa raffigurante i 2 Tornado operanti nella base (IDS e ECR) con le relative caratteristiche.

 

Riaccompagnati quindi verso l’uscita ci siamo fermati per scattare foto di gruppo davanti al Tornado Special Color del centenario e ad un altro F104.

 

Prima di tornare a casa ed affrontare il viaggio, abbiamo però voluto attendere fuori dal perimetro aeroportuale il rientro di 6 Tornado partiti poco dopo pranzo, in modo da avere un ultimo splendido ricordo di questa emozionante giornata per la quale ringraziamo calorosamente lo Stato Maggiore dell’Aeronautica per la possibilità concessaci ed il personale del 6° Stormo di Ghedi per l’accoglienza e la cura con la quale ci hanno deliziato durante l’intera visita.

 

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